Homeschooling. La nostra famiglia arcobaleno in giro per l’Europa

ph. Sharon McCutcheon


Pilar, Simonetta e Rudy hanno 12, 9 e 6 anni e sono i nostri ragazzi.

Siamo quella che si definisce comunemente una famiglia arcobaleno e viviamo tra l’Italia, l’Inghilterra e la Spagna, motivo per cui, da quando la più grande dei tre frequentava la scuola elementare, a Torino, abbiamo dovuto prendere una decisione drastica.

Facciamo un passo indietro. Io sono Marco, ho 45 anni, sono un imprenditore delle telecomunicazioni e, nel 2007, ho sposato a Barcelona Beltran, un grafico pubblicitario che ho conosciuto grazie ad un colloquio disastroso andato, ovviamente, malissimo per me (e non sarò mai abbastanza riconoscente verso il destino per questo), il 23 marzo del 2000. Me ne sono innamorato il 23 marzo del 2000. E stiamo insieme dal 25 marzo del 2000. Tanto per farla breve! 

Abbiamo deciso di crearci una famiglia e così è arrivata Pilar.  All’inizio avevamo una vita normale, tra lavoro per lo più circoscritto alla zona del Piemonte, la famiglia, gli amici, il parco, qualche gita, ma senza troppi spostamenti internazionali, a parte le visite ai nonni in Catalogna. 

E finché lei era piccola, poteva ancora venire con noi ogni volta che mancavamo qualche giorno per impegni di lavoro. Ma,

la nostra crescita professionale comportava sempre di più impegni internazionali e questo camminava di pari passo con lo sviluppo della niñita, a cui presto è stata diagnosticata una immunodeficienza che ha molto condizionato i primi anni di vita di Pilar. Compresi quelli della scuola. Si ammalava tanto e, soprattutto tra la seconda e la terza elementare, faceva un’infinità di assenze per i tanti controlli medici.

Questo ha avuto un’indubbia ricaduta sulla sua capacità di inserirsi all’interno di una classe che praticamente non conosceva e il suo malessere nel frequentare la scuola ce lo ha manifestato subito. Non aveva creato un legame con i compagni e si era ritrovata ad essere anche schernita per una situazione familiare che per lei, per noi, era ed è assolutamente la normalità. Questo l’ha ferita aumentando la sua insofferenza nei confronti di quel contesto.

Dopo esserci informati e confrontati con amici danesi che gia sperimentavano l’homeschooling da anni, abbiamo deciso di provare.

Onestamente non è stato semplice, dalla sera alla mattina, seguire anche per la didattica nostra figlia, ma venivamo comunque da due anni di studio alternato in buona parte svolto tra cliniche e casa nostra per cercare di stare dietro ai tempi della sua classe. 

Ammetto che quello bravo è stato mio marito che l’ha seguita dall’inizio, insieme a mia suocera che ha insegnato per anni in un Colegio Mayor. Adesso l’homeschooling è una pratica che abbiamo adottato per tutti e tre i nostri figli. 

Loro si spostano molto, viaggiano con noi. Sono trilingue e, specie la maggiore, ha già visitato mezzo mondo. Nonostante l’età hanno già amici ovunque, con cui si tengono in contatto grazie al web. Studiano insieme: la più grande aiuta i più piccoli e così si responsabilizzano a vicenda. 

Devo dire di non avere trovato neppure difficoltà sotto il profilo burocratico ma credo dipenda dal fatto che i funzionari scolastici e municipali con i quali abbiamo avuto a che fare fossero persone disponibili, serie e capaci. Leggo di molte famiglie che, invece, hanno avuto parecchie difficoltà. 

Che dire poi del Covid? Per noi, dal punto di vista della scuola non cambia niente ovviamente. Quest’anno anche Rudy inizierà a studiare aritmetica, grammatica, scienze e lo farà nel modo che sarà più adeguato a lui, seguendo i suoi interessi e facendo l’infinità di domande che ogni bambino fa ogni giorno. Non sappiamo se è stata la scelta migliore e se lo stiamo facendo bene, ma sappiamo che i nostri bambini sono sereni, amano imparare e oggi si sentono più tranquilli così. 

Ci guardiamo bene dal dare consigli o dire cosa è giusto e cosa no, ma su una cosa non abbiamo dubbi: se c’è un aspetto educativo in cui la scuola italiana è davvero carente è l’insegnamento al rispetto dell’altro, di ogni forma di diversità. E su questo sarebbe necessario si intervenisse senza indugi! 

@Marco

Imparare all’aria aperta

Quant’è importante la vita all’aria aperta, il contatto con la terra, con gli animali, con madre natura, per crescere bene i nostri figli?...